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Una foglia nel caffé
e addio allo zucchero
Ecco la pianta che dolcifica
Non fa ingrassare e si coltiva in casa: grazie al tam tam su Internet sbarca in Italia l'ultima moda dell'alimentazione
naturale
di DONATELLA ALFONSO
ROMA - Una foglia nel caffé e puoi scordarti della zuccheriera: con la Stevia sul balcone di casa non c'è
più bisogno di zucchero né chiaro né scuro, né tantomeno di bustine di dolcificante.
Perché questa piantina di poche pretese, vagamente simile ad una pianta di basilico, dalle foglie verdi
con piccole infiorescenze bianche, è un dolcificante naturale conosciuto da secoli dagli indios del Paraguay
e del Brasile, le zone di cui è originaria: e oggi chi ha la passione dell'alimentazione naturale (e del
fitness) scopre che una manciatina di foglie seccate sbriciolate non solo nel caffé o nel té, ma
anche negli impasti delle torte, rende tutto trenta volte più dolce dello zucchero, a parità di peso,
ma a calorie zero. Non solo: qualche goccia di concentrato presa 20 minuti prima dei pasti fa da "antifame"
in quanto, secondo i produttori (in Italia i floricoltori della Euganea Floricoltori, una cooperativa che riunisce
vivaisti di molte regioni), determina un senso di sazietà e porta a mangiare di meno. Questo è anche
quanto garantisce il tam tam che passa in tutto il mondo (con vere e proprie roccaforti negli Usa) tramite Internet:
sostenitori della Stevia sono infatti i gruppi ambientalisti, che la consigliano a chiunque voglia contare su alimenti
naturali, combattendo dolcificanti ritenuti "nemici" come l'aspartame.
"I clienti la guardavano con perplessità, all'inizio: poi hanno cominciato a incuriosirsi. Ne ho parlato
a qualcuno che aveva problemi con il diabete, poi la voce è passata a chi aveva problemi con la linea, e
la richiesta è cresciuta". Così Carlo Pastorelli, floricoltore di Bogliasco, nei pressi di Genova,
uno dei principali rivenditori della pianta dolcificante, spiega che questa potrebbe essere l'estate della Stevia,
venduta a 7500 lire la piantina.
Ma dolcifica davvero, come dice il cartellino? Basta assaggiare: una sola fogliolina sprigiona al palato, dopo
qualche istante, una fortissima sensazione dolce; e resta , alla fine, un vago gusto di liquirizia. La Stevia (nome
scientifico "Stevia Rebaudiana Bertonii") funziona sia fresca che essiccata (e ridotta in polvere), che
come estratto in alcool. E' una pianta officinale di poche pretese, che va coltivata all'esterno ed innaffiata
a dovere, potata quando i tralci raggiungono la misura di 50-60 centimetri (dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno)
per permettere nuove vegetazioni e intanto fare la scorta per la stagione fredda. E' una perenne, perciò
ogni anno dovrebbe garantire un nuovo raccolto, se è stata adeguatamente protetta durante l'inverno.
"Era una pianta poco nota, almeno in Europa - spiega Pastorelli - mentre in Sudamerica è ancora largamente
usata e in Giappone viene utilizzata da anni anche in modo industriale, per dolcificare la Diet Coke là
prodotta". Ma i clienti, cosa dicono? Entrano nel vivaio, danno un'occhiata a gerani e aromatiche per rimettere
in ordine il terrazzo o il giardino, e si incuriosiscono: in genere, prima dell'acquisto ci vuole l'assaggio, che
vince la diffidenza. E poi, c'è Internet a dare garanzie: della Stevia si parla in parecchi siti, si scopre
che i glucosidi che ne determinano il "dolcissimo" potere sono gli Steviosidi e i Rebaudiosidi, che oltre
ad essere utilizzata per i dolci e le bevande, può essere utile a regolare il livello di glucosio nel sangue,
per migliorare la digestione, distendere, ammorbidire la pelle anche con maschere facciali, prevenire infezioni
e carie dentarie.
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